Il Credito d’imposta ricerca e sviluppo

Oggi parliamo di una delle più importanti misure agevolative introdotte dal Governo italiano nel 2013 nell’ambito del piano nazionale impresa 4.0, un pacchetto di misure che, dopo tanti anni, introduce nel nostro sistema produttivo un importante indirizzo di politica industriale.

A chi è indirizzata? 

A tutte le imprese, di qualsiasi dimensione, settore e forma giuridica.

Ci tengo ad evidenziare che la legge di bilancio 2019 ha introdotto delle limitazioni rispetto alla regolamentazione precedente, per cui le spese in R&S sostenute nel 2019, agevolabili nel 2020, sono regolate diversamente da quelle sostenute l’anno precedente.

Entro quale anno potrà essere utilizzata?

Entro il 2020.

Ma cosa intende la legge per ricerca e sviluppo?

Per ricerca si intende l’insieme di studi, indagini ed esperimenti volti all’acquisizione di nuove conoscenze, possono avere sia una finalità generica – semplicemente conoscitiva – che specifica – relativa ad un singolo processo o prodotto.
Per sviluppo si intende l’applicazione delle conoscenze possedute nella produzione di materiali, dispositivi, processi, sistemi o servizi, nuovi o sostanzialmente migliorati.
In ogni caso non rientrano in queste definizioni modifiche ordinare o periodiche a processi produttivi o servizi esistenti.

Ma in che cosa consiste l’agevolazione?

Il contributo consiste in un credito d’imposta del 25 o 50% dell’incremento delle spese in R&S sostenute nell’anno in cui si intende usufruire dell’incentivo rispetto alla media dello stesso tipo di spese sostenute nel triennio 2014-2015 e 2016. L’importo minimo è 30.000 euro, il massimo 10 milioni.

Ma quali sono nel dettaglio i costi agevolabili?

Quelli agevolabili al 50% sono:

  • Costo del personale dipendente e non dipendente impiegato, ovvero tutte le componenti del costo del lavoro sostenuto dall’impresa: retribuzione lorda prima delle imposte, contributi obbligatori, TFR, premi di produzione. Il costo è calcolato a livello orario e poi moltiplicato per le ore effettivamente svolte in attività di R&S;
  • Spese relative a contratti con università, enti di ricerca e simili, con altre imprese e con professionisti autonomi.

Le voci agevolabili al 25% sono invece:

  • Quote di ammortamenti di strumenti, attrezzature e laboratorio ponderate in base alle ore effettivamente svolte nel progetto;
  • Spese per competenze tecniche ed altri beni o servizi immateriali indispensabili allo sviluppo del progetto (ad esempio corsi di formazione o acquisto di software);
  • Spese per l’acquisto di materiali direttamente utilizzati nel progetto.

Per le imprese che non sono soggette alla revisione legale dei conti, sono interamente agevolabili, fino ad un massimo di 5.000 euro, le spese per la certificazione contabile delle voci di costo appena elencate.

In conclusione, quella di cui abbiamo parlato oggi è una misura fondamentale per incentivare l’innovazione e gli investimenti aziendali che, a differenza di altri aiuti pubblici, è cumulabile con altre leggi agevolative quali l’iperammortamento e la Sabatini.

Tramite Mediaone è possibile ottenere un pacchetto, chiavi in mano, che consente l’accesso a questa misura che, come detto, apre l’orizzonte dello sviluppo dell’impresa.

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