Oggi parliamo dei confidi, un attore molto importante nelle dinamiche riguardanti l’accesso al credito delle Pmi.

Per prima cosa cerchiamo di capire che cosa sono.

Il confidi è un consorzio o una cooperativa che esercita l’attività di garanzia collettiva dei fidi. In sostanza si tratta quindi di società che prestano la propria garanzia a favore delle banche per agevolare l’accesso al credito delle imprese loro associate.

Sono nati negli anni ’50 come espressione delle associazioni di categoria nei comparti dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura, basandosi su principi di mutualità e solidarietà.

La loro attività è disciplinata dal Testo Unico Bancario (TUB). 

A seconda del volume di garanzie prestate, i confidi vengono distinti in due categorie: i confidi vigilati (iscritti all’albo 106 del TUB e, quelli più piccoli   che hanno un regime di sorveglianza semplificato.

Io oggi mi riferirò soprattutto alla prima categoria di confidi, quelli più importanti, che hanno un sistema di vigilanza da parte della Banca d’Italia molto simile a quello delle Banche, soprattutto per quanto riguarda il cosiddetto patrimonio di vigilanza, cioè il capitale proprio che il confidi deve possedere in rapporto al volume delle garanzie prestate.

Ma perché oggi un’azienda si rivolge ad un confidi?

I motivi sono molteplici:

Il primo è sicuramente legato all’agevolazione nell’accesso al credito; acquisendo una valida garanzia aggiuntiva, la banca mostra maggiore disponibilità a concedere il fido richiesto.

Ma c’è un altro importante effetto dovuto alla presenza della garanzia consortile, la fidejussione di un confidi vigilato produce un importante effetto sulla ponderazione del rischio da parte della banca che, quindi, può risparmiare sul cosiddetto assorbimento di capitale. 

Il terzo motivo è strettamente collegato con il precedente, grazie al potere contrattuale dei confidi e al minor assorbimento di capitale, le banche applicano, alle operazioni garantite dai confidi, condizioni molto vantaggiose che, in molti casi, compensano il costo della garanzia.

Ma i confidi a loro volta come si garantiscono?

I confidi meglio strutturati dal punto di vista del bilancio hanno un accesso privilegiato alla garanzia pubblica più importante, cioè quella prestata dal Fondo Centrale di Garanzia.

La recente riforma del fondo consente a questi istituti di ottenere una riassicurazione sulle garanzie prestate che copre il 50% del rischio confidi e, in più, a favore delle banche, una controgaranzia pari addirittura al 100% della garanzia confidi.

Quindi, lato banca, il vantaggio, in presenza della controgaranzia, è molto importante in quanto il peso della garanzia del confidi risulta equivalente a quello della garanzia pubblica.

A ciò vanno aggiunti i vantaggi concessi ai confidi circa l’accesso in forma semplificata alla garanzia del fondo per taluni soggetti, tra cui le aziende start-up.

Come vedete, quindi, i confidi hanno un ruolo assolutamente rilevante nell’ambito del rapporto tra banca e impresa per facilitare l’accesso al credito. 

Inoltre, particolare certamente non trascurabile, queste società, grazie al loro collegamento con le associazioni di categoria e la capillare presenza sul territorio, svolgono un ruolo di cerniera tra le banche e il mondo delle Pmi contribuendo a colmare il gap informativo tipico delle piccole e medie imprese.

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