Bando Microprestito: possibile riapertura.

Bando Microprestito: possibile riapertura.

A breve sarà riaperto il bando per microprestiti da 200 milioni di euro stanziati dalla Regione Puglia rivolto ai possessori di partite IVA, che nel 2020 hanno fatturato meno di 400mila euro. È quanto annunciato dall’assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci, durante la IV commissione consiliare a cui hanno partecipato i rappresentanti della Federazione Nazionale di rappresentanza di imprenditori e professionisti che operano nei settori della micro e PMI (FENAILP) e il Gruppo partite IVA di Brindisi.

Le chiusure imposte dalla pandemia hanno dato un colpo durissimo alla nostra economia. I tanti lavoratori pugliesi che hanno partite Iva e che hanno visto di colpo i loro lavori quasi azzerarsi, così come i fatturati, meritano fatti e non parole. Per questo la forma di microprestito pensata dalla Ragione rappresenta una grande boccata di ossigeno“, ha commentato il consigliere Francesco Paolicelli, presidente IV commissione consiliare – delega Commercio, Artigianato, Turismo e Industria Alberghiera.

“Le imprese e i lavoratori ripartiranno. Il nostro dovere come istituzioni è garantire una ripartenza in sicurezza. In riferimento al bando microprestito c’è una importante novità: potranno ripresentare la domanda anche coloro che hanno beneficiato della misura l’anno scorso, oltre chi ha fatturato meno di 400mila euro durante tutto il 2020. Questi 200 milioni di euro si aggiungono a un’altra misura pensata per scongiurare il fallimento di tanti lavoratori che rischiano di vedere andare in fumo il lavoro di una vita intera: la proroga della sospensione delle rate dei mutui fino al 31 dicembre 2021 per le micro, piccole e medie imprese pugliesi sugli strumenti Nidi, “Tecnonidi“, “Microcredito” e “Fondo a favore delle Reti per l’Internazionalizzazione”, nonché l’estensione della misura ai prestiti legati al “Microprestito Circolante. L’obiettivo – ha concluso Paolicelli – resta quello di tutelare le persone e i tanti professionisti che hanno investito sulla propria formazione scegliendo di rimanere in questa terra. Se i loro sogni falliscono, la responsabilità sarà di sicuro anche nostra”.

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