Oltre 176.000 PMI italiane insolventi: aumenta il rischio usura

Oltre 176.000 PMI italiane insolventi: aumenta il rischio usura

Nella visione post-pandemica sorgono nuovi segni di ripresa per le PMI italiane. Purtroppo lo scorcio che si intravede per le aziende non è solo un futuro di ripresa, sempre più in crescita sono le imprese italiane che si trovano in uno stato di difficoltà economica. Sono circa 176.400 le realtà che sono state segnalate come insolventi dagli intermediari finanziari alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia. L’allarme arriva dalla CGIA di Mestre, che sottolinea come per alcune imprese sia impossibile accedere ai prestiti dei canali finanziari legali, una situazione che contribuisce a spingere molti imprenditori verso usurai.

Nel 2020 le denunce per usura sono state le uniche a registrare una variazione positiva, ma analizzando i dati territoriali, secondo la CGIA, Roma, Milano, Napoli e Torino sono le realtà oggi sempre più in difficoltà.

Per evitare che questa platea aumenti, la CGIA esorta il Governo Draghi a potenziare le risorse del “Fondo di prevenzione dell’usura”, offrendo sostegno alle banche per supportare le piccole imprese. Le società che sono state segnalate come insolventi non possono accedere ad alcun prestito legale, invece il Fondo di prevenzione dell’usura consentirebbe loro di accedere ai finanziamenti tramite Confidi o associazioni contro l’usura riconosciute dal MEF.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.